Il processo decisionale

Oggi vi proponiamo un estratto di un'interessatissima intervista a Annie Duke, scrittrice ed ex-poker player professionista (realizzata da Yahoo Finance, tradotta e pubblicata da Gioconews.it).

In un recente suo libro, la strepitosa Annie Duke ci racconta come il "processo decisionale" sia spesso influenzato dal puro Risultato, evidenziando come l'impatto emotivo domini sull'analisi tecnica.

"Results Oriented" non sono purtroppo (o per fortuna 😁) solo la maggior parte degli attori nel mondo del gambling o dello sport (pensate alle critiche espresse nel mondo del Baseball a Billy Beane per aver adottato un modello matematico per la scelta dei suoi giocatori...ma di questo parleremo in un'altra occasione 😉 ) ma anche professionisti nel mondo del lavoro, sia in ambito aziendale che finanziario, settore in cui attualmente Annie Duke opera, svolgendo servizio di consulenza.



Nella restante parte dell'intervista la Duke ci racconta l'ultimo gioco del Super Bowl del 2015, che utilizza come metafora per sostenere un semplice, ma allo stesso tempo ostico concetto...Prendere scelte EV+ è sempre EV+, a prescindere dal risultato ottenuto.


Il quel caso purtroppo, il coach dei Seahawks, fu"linciato" dall'opinione pubblica per la scelta dell'ultimo gioco, senza considerare la probabilità statistica di intercetto in quella particolare situazione, il 2%...una vera e propria Value Bet!

Ma sfortunatamente per lui (...è proprio il caso di dirlo!), il lancio del suo Quarterback fu intercettato 😢.


Le scelte di un player, proveniente da qualsiasi settore dove l'alea incide in maniera importante nel risultato (non è l'esempio degli Scacchi, dove vince sempre chi effettua le migliori mosse), vengono spesso influenzate dalle traccie emotive residue delle "bad beat" che subisce nel suo percorso (o attività se preferite...), generando "interferenze" sul processo decisionale...ovviamente con gravi ripercussioni nel medio-lungo termine sulle sue finanze!!!


ps. e se potessimo automatizzare tutta o una gran parte della nostra attività, basandosi su questi concetti, senza permettere "alla nostra brutta testa di cazzo" di rovinare tutto con pensieri sabotanti come "secondo me...", "sento che..." o "scommetto che...." ???


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